Posts tagged ‘web-serie’

Il web e il potere dei fans

AOL ha lanciato una nuova web serie, Outside the Box, supportata dalla piattaforma di advertising interattivo Platform-A, che fornirà agli inserzionisti link in overlay orientati al target di riferimento.
La serie ha come protagonisti volti noti della tv (tra cui Kate Walsh di Grey’s Anatomy) che si intervisteranno a vicenda usando le domande postate dai fans.
Un bel progetto che non ha però ricevuto il favore del pubblico. VIsitando la pagina dello show, infatti, si noterà che i video non sono disponibili e che AOL ci suggerisce di visitare AOLVideo.com “to watch thousand of other videos”: per la serie, dateci un’altra chance. Scorrendo la pagina, poi, si vedrà che i commenti dei fans non sono affatto magnanimi: JennJenn17853 dice “what’s w/ the ********’s? I didn’t swear? odd”, e Den1254 risponde “I have to agree, as much as I love Grey’s, I don’t think this show is going to make it another season. Wish some of these actors would just go to Grey’s and join forces”; Ottenrb boccia decisamente con un “Soooooooo STUPID!!!”, mentre Glorious44 si chiede “who are these people???? and …. exactly… who cares?”.
Sul web non si scappa: i fans hanno il vero potere di decidere cosa valga la pena di essere distribuito e visto… Peccato per AOL, speriamo non rinunci a sperimentare, ma che continui a tentare un dialogo con il suo pubblico: la sperimentazione passa anche da piccoli flop…

ottobre 2, 2008 at 12:25 pm Lascia un commento

HBOLab: la sperimentazione è tutta online

Ho la sensazione che il 2009 sarà l’anno delle web serie, sempre meno user generated e sempre più estensione della produzione televisiva.
HBO debutterà il primo ottobre con “Hooking Up“, web serie sul mondo della comunicazione istantanea, twitter, IM, email, e i malintesi che genera tra un gruppo di ragazzi di un’ipotetica università, la Bask U.
La cosa più interessante è il cast: non star della tv, ma star del web, le cosidette cewebrity (uno di quei neologismi che solo gli americani sanno creare).
Jessica Rose, protagonista dell’ormai cult LonelyGirl15, Phil DeFranco,e Kevin Wu , noti videoblogger di YouTube, saranno i volti del nuovo prodotto HBOLab, garantendo una base certa di pubblico, composto dai fans dei protagonisti.
L’investimento per HBO è stato in ogni caso minimo, specialmente se confrontato con una serie tv tradizionale: un autore interno, solo 10 episodi e nessun contratto pubblicitario, cosa che indubbiamente diminuisce il rischio dell’esperimento.
Quello che segue è il teaser… enojy!

settembre 12, 2008 at 1:03 pm 1 commento

Mark of the eagle, la web serie delle poste USA

Me lo aspettavo per automobili, software e frullatori. Me lo aspettavo per tutti i beni e servizi che trovano un mercato e una vetrina in rete, dando libero sfogo alla creatività dei pubblicitari. Non pensavo invece di trovare una web serie prodotta dalla USPS, il servizio postale statunitense. Si chiama “Mark of the Eagle” ed è una parodia del thriller, una storia di ordinaria follia in un ufficio in cui improvvisamente computer, scanner e stampanti diventano terribilmente aggressivi…. l’eroe destinato a salvare la situazione? Il postino, ovviamente! Forse una metafora dello scontro tra nuovi media, minacciosi e imprevedibili, e posta tradizionale, affidabile e sicura. Forse, ma soprattutto un’iniziativa coraggiosa da parte di un’azienda, analogica per definizione, che ha investito nel potere della rete per promuovere i suoi servizi e la sua immagine attraverso l’autoironia e l’intrattenimento del suo target.

agosto 25, 2008 at 5:52 pm 2 commenti

Web-serie o serie tv?

Il mio lavoro mi porta a interrogarmi spesso su quali sono i modelli di business connessi al video online e alla net tv.
Se Internet sta cambiando la televisione per sempre, la televisione può aiutare internet a diventare qualcosa di più di un trampolino di lancio o di un luogo di sperimentazione per giovani videomakers indipendenti? Torno su questo punto dopo aver letto un articolo intitolato “Web TV is a hit. So where’s the big money?“.
L’autore fa una ricognizione delle produzioni in Internet e dei numeri incredibili che sono riuscite a realizzare con budget davvero ridotti, concentrandosi in particolare sul contenuto televisivo per antonomasia: le serie.
Break a leg, una sitcom sul making of di una serie tv a San Francisco, per esempio, ha avuto un’audience di 1,5 milioni di utenti al mese, realizzando 9 episodi, girati con diverse camere, 10 attori, molte locations, alcune in esterne: il tutto ad un costo di soli 500 $ ciascuno (un episodio di una Tv tradizionale costa in genere intorno ai 2 milioni, secondo NewTeeVee). I.Channel, a mio parere una delle sperimentazioni più interessanti del panorama web, ha raggiunto numeri notevoli: 40 episodi, 2 stagioni, e un’audience ormai affezionata (più di 8,000 sottoscrizioni al canale YouTube). The Burg, The Guild, We Need Girlfriends, sono altri esempi di contenuti ormai di culto per l’audience web…. ma sono anche una fonte di guadagno per i creatori?
Gli autori di Break a leg hanno una partnership con YouTube, hanno vinto un contest lanciato da Metacafe, e Holiday Inn Express ha acquistato un pre-roll ad su alcune delle loro puntate; ciononostante hanno guadagnato 2,500 $ in due anni. The Burg ha ricevuto la sponsorizzazione di Motorola per 9 episodi, sufficienti solo a coprire i costi di produzione (per altro pagando gli attori un prezzo fisso); una volta pagate e spese non sono stati in grado di produrre altri episodi. Il guadagno per loro, dall’ideazione alla messa online, è stato di 500 $ a testa. Oggi sono alla ricerca di un nuovo sponsor: il goal è raggiungere le 200,000 views…. (a tutti i bloggers: passate parola!)
Qual è il problema? Il vero nodo sta nell’assenza di certezza per gli investitori. Il modello di business della net tv, l’ho detto più volte in questo blog (sto diventando noisosa?!), è la pubblicità: che siano sponsorizzazioni, pre o post roll, adv contestuale, gli utenti non sono disposti a pagare per un contenuto che hanno sempre avuto gratuitamente. Gli inserzionisti però non sono ancora arrivati a considerare il web, e in particolare le webserie, come una voce sicura per il loro media-planning: secondo l’autore dell’articolo “Since a show like Break a Leg can be watched on MySpace, YouTube, Breakaleg.tv, etc., ideally an advertiser would buy ads to show on all sites. But since sites use different metrics to measure viewing, there are no ad-pricing guidelines. And big advertisers are holding onto their pocketbooks and waiting”.
E così, in attesa che le views diventino un parametro affidabile e interoperabile, la cosa migliore che possa capitare ad una webserie è di finire in Tv: gli autori di LonelyGirl15 hanno firmato un accordo con CBS; Funnyordie.com ha chiuso un accordo con HBO per produrre 10 blocchi da mezz’ora, la ABC sta promuovendo “In the matherhood“.
Mentre continuiamo a leggere più che rosee proiezioni sul futuro del video online (uno studio di ABI research parla addirittura di 1 miliardo di utenti), i segnali continuano ad essere contrastanti: il web riuscirà a trasfomarsi in un medium a tutti gli effetti, capace di autonomia anche dal punto finanziario? O sarà piuttosto un mercato di contenuti a basso costo per la vechia TV? James L. McQuivey, Vice President e analista alla Forrester Research, si chiede: “Will this new visual language morph back into the established language of television? What is the long-term role of these short-form shows?”. Me lo chiedo anch’io… intanto mi godo i miei show preferiti… rigorosamente online!

luglio 11, 2008 at 2:10 pm 3 commenti

Trunk: la nuova serie di Webserials.com

E’ online una nuova web-serie di alta qualità: si chiama Trunk, è statunitense, girata magnificamente, ottimi gli attori, e personalmente non vedo l’ora di vedere il prossimo episodio. E’una produzione di webserials.com, il laboratorio creativo di registi indipendenti che vogliono sperimentare la serialità sul web, già produttori di “Project X” e “Cataclysmo, battle for earth“.

Enjoy it!

giugno 14, 2008 at 4:45 pm Lascia un commento


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