Posts tagged ‘user generated content’

YouTube e il cinema indipendente

Buone notizie per i filmakers indipendenti: Youtube ha annunciato che aumenterà la capacità di upload video fino a 1 Gb per gli autori partner, in pratica la lunghezza di un intero film. I registi, che già utilizzano la piattaforma come canale per il proprio portfolio, potranno così distribuire non solo showreel e trailer, ma anche medio e cortometraggi.
Ogni settimana YouTube sceglierà quattro produzioni che metterà in homepage, fornendo dunque una notevole visibilità. A questo si unisce la possibilità di raccogliere pubblicità in maniera autonoma, con una percentuale di revenue sharing pari al 55% per l’utente.
YouTube diventa sempre più un’industria di intrattenimento user generated in grado di innovare nel profondo non solo l’estetica, ma anche l’economia dei media.
Vedremo se questo rappresenterà un’ulteriore democratizzazione dell’industria della net tv, o, come sostiene Mushable!, un’incredibile trovata commerciale: dopo l’outsorcing della produzione, del rating e della distribuzione dei contenuti, anche la raccolta pubblicitaria viene affidata all’iniziativa degli utenti.
Non mi sento così pessimista, e credo che essere una shell company sia esattamente, da sempre il business di YouTube: un servizio gratuito che genera un guadagno a chi lo offre.

Aggiungo una segnalazione che completa questo post: la sintesi dell’intervista che Eric Schmidt ha rilasciato al New Yorker riportata da Downloadblog il 18/6…. “Ancora non sappiamo come far soldi con YouTube”

Annunci

giugno 20, 2008 at 6:58 pm Lascia un commento

You Tube: la nuova CNN?

You Tube ha lanciato un nuovo canale, Citizennews, destinato ad aggregare tutti i migliori contenuti generati dalla community di cittadini-giornalisti, ora presenti sulla piattaforma in numero elevato, ma a macchia di leopardo, con una capacità di visione d’insieme che dipende dalla “taggatura” dei video da parte degli autori.
L’obiettivo, dice Olivia M., channel manager, è rendere ” the site a go-to destination for news on the web.”
La strategia di YouTube sembra essere, dunque, quella di procedere ad una progressiva verticalizzazione dei contenuti, ulteriore rispetto alle categorie e ai canali, che renda alcune aree della piattaforma delle vere e proprie net tv tematiche, dove fruire di contenuti non necessariamente amatoriali: a partecipare al progetto, infatti, anche Wall Street Journal, VBS TV, Veracifier e texascountryreporter, iniziative tutt’altro che “user”. Dalla sua apertura, il 12 maggio, ad oggi, il channel ha già ottenuto 177 iscrizioni e 79 sottoscrizioni.

Questa è la call for entries del channel:

maggio 22, 2008 at 11:47 am Lascia un commento

UGC, social Network e ROI

Riprendo il commento di sciatto al post precedente per affrontare un tema “caldo” per il futuro: le aziende stanno iniziando a capire che la pubblicità è cambiata e che user generated contents e social network sites possono essere preziosissimi alleati per incrementare la propria brand equity. Un recente studio di eMarketer recita: “Since many of the growing numbers of Internet users creating social media are also consuming it, this is a content chain that feeds on itself”; l’utente genera il contenuto, lo fruisce e, in più, aiuta a farlo circolare attraverso i suoi contatti, in un circolo virtuoso che valorizza il contenuto anche dal punto di vista economico. Nello stesso studio infatti si ipotizza una crescita delle revenue da pubblicità sui contenuti generati dagli utenti, in grado di raggiungere gli 824 milioni di dollari nel 2012.
Il punto è: cosa guadagna l’utente che genera il contenuto? Come può avvenire un’equa e trasparente ridistribuzione dei ricavi?
I modelli esistono, tra tentativi e sperimentazioni: google adsense, che mette in contatto produttore del contenuto ed inserzionista senza che i due debbano neanche sapere della reciproca esistenza; current tv, lulu.com, qoob, sono altri esempi di condivisione del valore generato grazie agli utenti produttori.
Non dimentichiamo, infatti, che gli utenti sono persone, e come tali irrazionali. Potrebbero, un giorno, decidere di non generare contenuti, facendo saltare le rosee previsioni dei pubblicitari….dopo lo sciopero degli scrittori americani, ci aspetta forse uno sciopero degli utenti-produttori?

aprile 21, 2008 at 6:45 pm 1 commento


Categorie

Feeds

il pubblico editore