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Marca.com: la net tv dello sport, dal cartoon all’attualità

Un gran bel lavoro quello di Marca.com, il portale spagnolo dello sport. Con un traino così importante, quale quello delle olimpiadi di Pechino e quello degli europei di calcio, non poteva essere momento migliore per lanciare i suoi progetti Net Tv: Marca Tv e Marcatoons.

La prima è una playlist di video disponibili anche on demand divisi in cinque categorie: attualità, calcio, coppa europa, Nike Live e Olimpiadi.
Alcuni dei video, come ad esempio il Cesc Fabregas Live, provengono da altri canali (SkySport in questo caso in partnership con Nike). L’abilità di Marca.com è stata, tuttavia, quella di armonizzare i contributi all’interno di una cornice unica, minimale ed efficace, in cui il video non è un complemento, ma il vero protagonista, l’unico contenuto: una tv a tutti gli effetti.

Il secondo, Marcatoons, è una serie di cartoni animati in 3D, per altro di ottima realizzazione, della durata di 30 secondi e pubblicati dal lunedì al venerdì alle 8,00. I protagonisti sono la versione animata dei personaggi del calcio spagnolo, da Luis Aragonés, a Fabio Capello, passando per Ronaldinho e Camacho; le loro discussioni hanno come oggetto l’attualità sportiva, ma affrontata in chiave comica, anche facendo il verso a format tv già noti, come camera cafè, passaparola, l’intervista doppia. Interessante anche la possibilità di download su telefonino.

Marca.com è un ottimo esempio per comprendere qual è la differenza tra Net tv e video online: format e identità di canale da una lato; contenuti video randomici e complementari al testo dall’altro.

giugno 28, 2008 at 4:12 pm Lascia un commento

The Girl Effect

Mi rende un po’ perplessa il corto circuito tra la Nike accusata di far cucire i palloni in Pakistan, e la Nike che si impegna in una campagna per l’educazione e l’emancipazione delle giovani donne. Mi sembrava di ricordare una frase del tipo: “Nel 1992 la Nike ha pagato l’impiegato part-time Michael Jordan più di quanto abbia pagato tutte le 30.000 ragazze indonesiane che hanno lavorato in condizioni spaventose per fabbricare le scarpe da ginnastica che portano il marchio della megacorporation statunitense” (No Logo, N. Klien, 2000)

Ma forse sono io che sono diffidente. Suppongo che il commento migliore sia: meglio di niente.

Per saperne di più andate qui, qui, qui. Per iniziare a partecipare qui.

Grazie a Gianluca Marino per la segnalazione.

giugno 13, 2008 at 11:50 pm Lascia un commento


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