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Mobile: Killer Application del web 2.0

Il mobile sarà la killer application della tv 2.0? Dipende, dalle tecnologie e dai contenuti, certamente. Rispetto alla prima variabile le novità non mancano. La tecnologia MBMS, per esempio, promette di rendere i telefoni 3G in recettori di segnali sia broadcast che multicast sfruttando la rete UMTS esistente; Huawei e Qualcomm in collaborazione con Telecom Italia hanno appena realizzato il primo trial in Europa, affermando di aver raggiunto risultati migliori delle loro stesse previsioni. Più interessante, quantomeno perché già esistente, è Cellspin, un’applicazione che permette di pubblicare in maniera istantanea dal proprio cellulare direttamente sulle nostre pagine personali: facebook, flickr, myspace, il nostro blog. Tutto in pochi semplici passi, a dimostrazione del fatto che il social network è la killer application del web e, di conseguenza, di tutti i device in grado di connettersi, come conferma in un’intervista su Repubblica Affari e Finanza Mauro Del Rio, presidente di Buongiorno:”Google e il web sui nuovi cellulari sono importanti, ma Facebook o MySpace lo sono di più”.
Secondo un rapporto di Nielsen, alcuni dei maggiori siti raccolgono già gran parte del loro visite da cellulare, come AccuWeather.com, che riceve il 43% del suo traffico proprio da connessioni mobili. Jeff Herrmann, vice presidente di Mobile Media, Nielsen Mobile, ha commentato: “The data demonstrate that the mobile internet can not only increase the frequency of visits to a website, but also grow the overall size of the pie […] Publishers can now monetize their total cross-platform audience, and advertisers will better understand the efficiency and incremental value of mobile web traffic.”

Pare essersene accorta la Associated Press, che ha appena lanciato Mobile News Network, un servizio di news, sport e intrattenimento ottimizzati per iPhone e in grado di distribuire non solo testo e immagini, am anche video.
Vista la relativa novità del settore, la mobile marketing association ha pubblicato Mobile Advertising Guidelines, utile strumento per addentrarsi in questo territorio ancora tutto da esplorare. Interessanti anche i dati di eMarketer sugli investimenti nel mobile.

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maggio 7, 2008 at 7:53 pm 2 commenti

Outdoor TV: fotografare un’audience in movimento

Uno dei settori destinati ad una crescita inarrestabile è indubbiamente quello della outdoor tv, circuiti di schermi dispersi nelle città che attualmente trasmettono spot pubblicitari e brevi clip di informazione.
Secondo un recente report di profitablechannels.com le aziende statunitensi hanno già investito 1,2 miliardi del loro budget nazionale nella outdoor tv, mentre il settore sta crescendo ad un tasso del 10% mensile. Secondo eMarketer la outdoor tv è destinata a raccogliere la maggior parte degli investimenti pubblicitari, seconda solo a internet, passando dagli 1,26 miliardi di dollari del 2007, ai 2,25 miliardi del 2011.
Proprio in vista di un aumento di interesse degli inserzionisti, è nata in USA la Association for Out-of-Home Video (OVAB), fondata da un gruppo di 10 agenzie con l’intento di individuare le modalità più semplici ed immediate per pianificare, acquistare e valutare l’efficacia di una campagna in outdoor. Su questi presupposti Nielsen ha introdotto i “pocketpieces”, in origine i ratings della TV, tradizionalmente stampati in un formato tascabile, da cui il nome; a differenza della TV, dove i pocketpieces sono costruiti attraverso panel di consumatori, nel caso dell’outdoor Nielsen raccoglierà ed elaborerà dati forniti da terze parti, incrociandoli con i risultati delle interviste telefoniche.
Nuovamente, quindi, siamo di fronte al problema della misurazione dell’audience e della definizione di parametri che permettano di valutare la diffusione di un contenuto. Suzanne Alecia, presidente dell’OVAB, ha fornito le linee guida sulla base delle quali stabilire uno standard di misurazione, sia in relazione alla pubblicità che ai contenuti veicolati; i parametri che verranno stabiliti dovranno, secondo la Alecia, tener conto di tre elementi:
il traffico lordo sul luogo in cui il network di trova;
la presenza del network sul territorio;
la capacità degli spot pubblicitari di essere notati dal pubblico.
Una volta stabilita la modalità di misurazione, gli investitori avranno la percezione di poter controllare e valutare la propria performance, ed è facile indovinare che il mercato esploderà definitivamente. A quel punto sarebbe davvero interessante procedere ad un’innovazione dei linguaggi e dei contenuti, sperimentando non solo sul versante della distribuzione, ma anche dal punto di vista creativo, individuando le modalità espressive proprie di questa forma di comunicazione.

aprile 28, 2008 at 3:58 pm 4 commenti


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