YouTubeLive: la nuova tv incontra i vecchi modelli

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Domani, 22 novembre, YouTube ospiterà un evento che segna l’ingresso della piattaforma nel mondo del live streaming, YouTubeLive. Mi vengono in mente due considerazioni.

Innanzitutto il fatto che YouTube sta sperimentando un modello di fruizione, quello dell’appuntamento, su cui si è basata la vecchia e cara tv analogica: tutti davanti al monitor alla stessa ora per assistere ad uno show di due ore in diretta da S.Francisco. In questo senso potremo vedere la forza della piattaforma come aggregatore di audience, non solo in senso diacronico e puntiforme, per scambi di link e randomiche incursioni, ma in simultanea; non solo per trovare un contenuto in un database, ma per partecipare contemporaneamente ad un evento sociale. Esattamente quello che la tv è sempre stata: una serie di appuntamenti su cui modellare la propria giornata, degli eventi da non perdere.

In secondo luogo, e non è la prima volta che ne parliamo, l’affermazione di un nuovo mondo di star, le cosiddette “cewebrity”, le celebrità nate sul web, cresciute su YouTube, in grado di affermarsi sul panorama della cultura popolare accanto, se non in sostituzione, di conduttori ultrasessantenni, veline e tronisti. Tra i partecipanti, infatti, ci saranno sia artisti noti negli USA, come Will.i.Am e katy Perry, che utenti diventati celebri a suon di sottoscrizioni, commenti e views, come Smosh, Mediocre Film, BarelyPolitical e Four Eyed Monster.

Stay Tuned!

novembre 21, 2008 at 11:31 pm Lascia un commento

Il web e il potere dei fans

AOL ha lanciato una nuova web serie, Outside the Box, supportata dalla piattaforma di advertising interattivo Platform-A, che fornirà agli inserzionisti link in overlay orientati al target di riferimento.
La serie ha come protagonisti volti noti della tv (tra cui Kate Walsh di Grey’s Anatomy) che si intervisteranno a vicenda usando le domande postate dai fans.
Un bel progetto che non ha però ricevuto il favore del pubblico. VIsitando la pagina dello show, infatti, si noterà che i video non sono disponibili e che AOL ci suggerisce di visitare AOLVideo.com “to watch thousand of other videos”: per la serie, dateci un’altra chance. Scorrendo la pagina, poi, si vedrà che i commenti dei fans non sono affatto magnanimi: JennJenn17853 dice “what’s w/ the ********’s? I didn’t swear? odd”, e Den1254 risponde “I have to agree, as much as I love Grey’s, I don’t think this show is going to make it another season. Wish some of these actors would just go to Grey’s and join forces”; Ottenrb boccia decisamente con un “Soooooooo STUPID!!!”, mentre Glorious44 si chiede “who are these people???? and …. exactly… who cares?”.
Sul web non si scappa: i fans hanno il vero potere di decidere cosa valga la pena di essere distribuito e visto… Peccato per AOL, speriamo non rinunci a sperimentare, ma che continui a tentare un dialogo con il suo pubblico: la sperimentazione passa anche da piccoli flop…

ottobre 2, 2008 at 12:25 pm Lascia un commento

HBOLab: la sperimentazione è tutta online

Ho la sensazione che il 2009 sarà l’anno delle web serie, sempre meno user generated e sempre più estensione della produzione televisiva.
HBO debutterà il primo ottobre con “Hooking Up“, web serie sul mondo della comunicazione istantanea, twitter, IM, email, e i malintesi che genera tra un gruppo di ragazzi di un’ipotetica università, la Bask U.
La cosa più interessante è il cast: non star della tv, ma star del web, le cosidette cewebrity (uno di quei neologismi che solo gli americani sanno creare).
Jessica Rose, protagonista dell’ormai cult LonelyGirl15, Phil DeFranco,e Kevin Wu , noti videoblogger di YouTube, saranno i volti del nuovo prodotto HBOLab, garantendo una base certa di pubblico, composto dai fans dei protagonisti.
L’investimento per HBO è stato in ogni caso minimo, specialmente se confrontato con una serie tv tradizionale: un autore interno, solo 10 episodi e nessun contratto pubblicitario, cosa che indubbiamente diminuisce il rischio dell’esperimento.
Quello che segue è il teaser… enojy!

settembre 12, 2008 at 1:03 pm 1 commento

Facebook: il film

Aaron Sorkin, regista e produttore, autore tra gli altri di “La guerra di Charlie Wilson”, ha annunciato che girerà un film su Facebook: la storia della sua creazione, i primi utenti, la crescita esponenziale. Il racconto del social network più popolato al mondo (è di poco tempo fa la notizia del sorpasso di MySpace), non risparmierà le questioni spinose legate alla piattaforma, come le cause legali e i “suicidi” che sempre più spesso si verificano da parte degli utenti, stufi dello spam e spaventati dalle violazioni della propria privacy.

Il film sarà prodotto da Sony Pictures e Scott Rudin, e la sua scrittura non poteva che servirsi proprio di facebook: sulla pagina del gruppo “The Facebook Movie” gli utenti possono intervenire e raccontare storie utili per il film, fare domande al regista e iniziarlo al mondo del web 2.0. Il post di Sorkin recita infatti: I figured a good first step in my preparation would be finding out what Facebook is, so I’ve started this page. (Actually it was started by my researcher, Ian Reichbach, because my grandmother has more Internet savvy than I do and she’s been dead for 33 years.)

Sono curiosa di vedere il film, ma ancora di più sono entusiasta all’idea che l’audience possa partecipare alla sua scrittura e influenzarne lo sviluppo. In questo senso ho trovato davvero interessante l’intervento di Scrabbled Intoit: “Dating: from ‘Did she call?’ to ‘Did she change her status?'”.

Come scrive Jennifer Jones su Speak Media Blog: “Another wall is being knocked down in the path to story-telling. This time instead of the traditional vs. citizen journalist, it’s between the filmmakers and audience. Either way, he’s bringing us into his process for making this movie and isn’t that what social media is all about?”

agosto 29, 2008 at 7:16 pm 2 commenti

Mark of the eagle, la web serie delle poste USA

Me lo aspettavo per automobili, software e frullatori. Me lo aspettavo per tutti i beni e servizi che trovano un mercato e una vetrina in rete, dando libero sfogo alla creatività dei pubblicitari. Non pensavo invece di trovare una web serie prodotta dalla USPS, il servizio postale statunitense. Si chiama “Mark of the Eagle” ed è una parodia del thriller, una storia di ordinaria follia in un ufficio in cui improvvisamente computer, scanner e stampanti diventano terribilmente aggressivi…. l’eroe destinato a salvare la situazione? Il postino, ovviamente! Forse una metafora dello scontro tra nuovi media, minacciosi e imprevedibili, e posta tradizionale, affidabile e sicura. Forse, ma soprattutto un’iniziativa coraggiosa da parte di un’azienda, analogica per definizione, che ha investito nel potere della rete per promuovere i suoi servizi e la sua immagine attraverso l’autoironia e l’intrattenimento del suo target.

agosto 25, 2008 at 5:52 pm 2 commenti

RocketBoom sigla l’accordo con Sony

Rocketboom ha firmato un importante accordo con Sony, che ha acquistato i diritti di distribuzione e l’esclusiva per la vendita di spazi pubblicitari relativi allo show.
E’ un accordo da un milione di dollari, che accontenta entrambe le parti: Andrew Baron può concentrarsi sulla creazione dei contenuti; Sony acquista un contenuto con un pubblico già fidelizzato, rafforzando la sua strategia editoriale, in forte in espansione.
Rocketboom verrà pertanto distribuita su Crackle.com, PSP, PS3, Sony Bravia, ma potrà rimanere anche sulle piattaforme attuali (YouTube, iTunes, TiVo), così come rimarrà intatto il sito originale.
Non è la prima volta che Rocketboom prova a intrecciare partnership per agganciare inserzionisti, ma finora nessuno, dice Andrew Baron sul blog, è stato in grado di gestire le diverse presenze online dello show.
Sony ha evidentemente la competenza di intraprendere strategie multipiattaforma e la forza di garantire un margine economico agli autori. A questo proposito Erick Schonfeld su TechCrunch ha osservato: “The deal does raise the question, though, of whether Web video startups can thrive as independent entities or require the distribution muscle of a major media company to go mainstream”.

Chissà, magari un giorno non ci sarà bisogno di intermediari “muscolosi”, ma al momento è un ottimo segnale per le start up, poichè indica la disponibilità del mercato a investire nei nuovi contenuti. Complimenti a Andrew Baron, Joanne Colan e tutto il team di RocketBoom!

agosto 9, 2008 at 2:59 pm Lascia un commento

Net Neutrality: la FCC contro Comcast

Per la prima volta la FCC ha abbracciato i principi della Net Neutrality, pronunciandosi contro ComCast, uno dei maggiori internet provider statunitensi, accusata di rallentare e bloccare il traffico di alcuni siti di file-sharing. I sospetti sollevati dagli utenti, hanno dato luogo a indagini separate da parte di Electronic Frontier Foundation e Associated Press, le quali hanno portato la ComCast in tribunale; ora, la sentenza: bloccare o gestire in maniera differenziata e discrezionale il traffico di dati è illegale.

E’ una sentenza storica, che potrebbe condurre alla formalizzazione della Net Neutrality da principio ideale a set di norme dell’ordinamento del governo federale, come da tempo chiede SaveTheInternet.

agosto 6, 2008 at 7:27 pm Lascia un commento

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