Posts filed under ‘Uncategorized’

Hacking Film Festival

Per chi dovesse trovarsi a Milano dal 24 al 26 marzo, all’interno dello spazio Anteo, si svolgerà un festival molto particolare: Hacking Film festival.

Mentre i media continuano a contorcersi in strane quanto improbabili definizioni di Hacker, mentre c’è chi gli Hacker li sta raccontando dall’interno, qualcuno ha pensato ad un aspetto poco trattato: i film.

Dal sito dell’iniziativa:

“Da anni il tema della sicurezza informatica, dei mondi virtuali, dell’informazione digitalizzata è entrato nell’immaginario cinematografico, con pellicole che hanno spesso affiancato ai grandi miti della fantascienza anche le suggestioni e le inquietudini provenienti dall’attualità.”

A margine delle proiezioni si svolgeranno perciò tavole rotonde, un’occasione per discutere il tema della sicurezza digitale: l’aumento esponenziale degli utenti dei social network e l’avvento sempre più vicino del cloud computing rendono la questione della privacy centrale per il nostro futuro.

Buona visione!

marzo 9, 2009 at 8:20 pm 1 commento

Flop Tv, lo spazio comico di Fox Factory

Verrà lanciata il 23 febbraio FlopTv, tv online nata dalla creatività di Fox Factory, lo spazio di Fox dedicato alla ricerca e alla creazione di contenuti innovativi.

Per ora Flop Tv non ha molto di più di un gruppo su Facebook, un sito che “scalpita” per diventare attivo, un promo.

Ma sembra già promettere bene: alcuni tra i comici più talentuosi della tv italiana (tra cui Marcello Macchia, più noto come Maccio Capatonda), la creatività e la forza produttiva di Fox, che si conferma essere anni luce avanti rispetto ad altri competitors italiani, ancora in dubbio tra Matrix e Il Grande Fratello.


febbraio 11, 2009 at 4:26 pm Lascia un commento

Il p2p è inevitabile… e conviene anche agli artisti

MCPS-PRS Alliance, l’organizzazione inglese degli autori ed editori, e Big Champagne, compagnia specializzata nella misurazione dei media online, hanno pubblicato uno studio destinato a far crollare le certezze dei difensori del diritto d’autore e della guerra al p2p: “It’s time to stop swimming against the tide of what people want”, ha affermato Eric Garland, co-autore dello studio.
La ricerca ha analizzato il caso In rainbows dei Radiohead, scoprendo che, nonostante la possibilità data dalla band di scaricare l’album dal sito, i download su bitTorrent sono stati di gran lunga superiori… una brutta notizia? Affatto: secondo BigChampagne la distribuzione gratuita dell’album ha fatto da traino alla vendita del cd nel 2008, all’aumento degli accessi al sito e alla vendita dei biglietti per i concerti.
Conclude l’autore: “Rights-holders should be aware that these non-traditional venues are stubbornly entrenched, incredibly popular and will never go away”.
Che sia l’inizio di una nuova era in cui le major smettono di combattere contro i mulini a vento?
Lo spero, così come spero che l’industria musicale faccia da traino, con questo approccio, anche a quella televisiva e cinematografica, impegnata con vigore ad oscurare canali e a fare cause milionarie a YouTube…
Qui l’articolo del Financial Times, qui l’articolo su La Stampa.

agosto 6, 2008 at 1:15 pm Lascia un commento

Takehollywood, il social network “esclusivo”

Anche hollywood entra in rete e lancia takehollywood, un social network per attori, registi, sceneggiatori che possono postare qui il proprio portfolio, relazionarsi con i colleghi, partecipare ai contest.

La partecipazione è definita “esclusiva”, cioè solo su invito (dopotutto siamo a hollywood!), o previo screening del candidato da parte del team editoriale; il risultato è una community “pregiata”, che ambisce a diventare il luogo per produttori e talent scouts.

Accanto al social network la takehollywood academy propone un archivio di interviste a personaggi celebri del jet set (Sophia Loren, Lauren Bacall, Wright Penn tra gli altri), con consigli, esercizi e lezioni pratiche sullo show biz.

luglio 15, 2008 at 10:24 am 2 commenti

Marca.com: la net tv dello sport, dal cartoon all’attualità

Un gran bel lavoro quello di Marca.com, il portale spagnolo dello sport. Con un traino così importante, quale quello delle olimpiadi di Pechino e quello degli europei di calcio, non poteva essere momento migliore per lanciare i suoi progetti Net Tv: Marca Tv e Marcatoons.

La prima è una playlist di video disponibili anche on demand divisi in cinque categorie: attualità, calcio, coppa europa, Nike Live e Olimpiadi.
Alcuni dei video, come ad esempio il Cesc Fabregas Live, provengono da altri canali (SkySport in questo caso in partnership con Nike). L’abilità di Marca.com è stata, tuttavia, quella di armonizzare i contributi all’interno di una cornice unica, minimale ed efficace, in cui il video non è un complemento, ma il vero protagonista, l’unico contenuto: una tv a tutti gli effetti.

Il secondo, Marcatoons, è una serie di cartoni animati in 3D, per altro di ottima realizzazione, della durata di 30 secondi e pubblicati dal lunedì al venerdì alle 8,00. I protagonisti sono la versione animata dei personaggi del calcio spagnolo, da Luis Aragonés, a Fabio Capello, passando per Ronaldinho e Camacho; le loro discussioni hanno come oggetto l’attualità sportiva, ma affrontata in chiave comica, anche facendo il verso a format tv già noti, come camera cafè, passaparola, l’intervista doppia. Interessante anche la possibilità di download su telefonino.

Marca.com è un ottimo esempio per comprendere qual è la differenza tra Net tv e video online: format e identità di canale da una lato; contenuti video randomici e complementari al testo dall’altro.

giugno 28, 2008 at 4:12 pm Lascia un commento

Bjork sulla Tv

Come nei suoi testi, un approccio poetico alla tv. Semplicemente bellissimo.

giugno 20, 2008 at 5:11 pm 2 commenti

Non abbiamo più Facoltà di Frequenza

La facoltà di Siena ha deciso, dopo 8 anni di attività, di non rinnovare le frequenze FM assegnate alla radio Facoltà di Frequenza, primo esempio italiano di radio universitaria, da cui provengono, ad esempio, I Blogorroici, e AmiciMei.

La cosa più assurda è che si chiuderà anche lo streaming, poichè tutta l’attrezzatura tecnica era di proprietà del concessionario delle frequenze, zittendo del tutto la voce della radio.

Un’esperienza che, paradossalmente, termina proprio nell’epoca della rivoluzione mediale, degli individui che diventano broadcaster, dell’accessibilità dei contenuti e della long tail.

Non so a voi, ma a me il mondo accademico risulta sempre più oscuro…..

giugno 17, 2008 at 3:59 pm 3 commenti

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