Web-serie o serie tv?

luglio 11, 2008 at 2:10 pm 3 commenti

Il mio lavoro mi porta a interrogarmi spesso su quali sono i modelli di business connessi al video online e alla net tv.
Se Internet sta cambiando la televisione per sempre, la televisione può aiutare internet a diventare qualcosa di più di un trampolino di lancio o di un luogo di sperimentazione per giovani videomakers indipendenti? Torno su questo punto dopo aver letto un articolo intitolato “Web TV is a hit. So where’s the big money?“.
L’autore fa una ricognizione delle produzioni in Internet e dei numeri incredibili che sono riuscite a realizzare con budget davvero ridotti, concentrandosi in particolare sul contenuto televisivo per antonomasia: le serie.
Break a leg, una sitcom sul making of di una serie tv a San Francisco, per esempio, ha avuto un’audience di 1,5 milioni di utenti al mese, realizzando 9 episodi, girati con diverse camere, 10 attori, molte locations, alcune in esterne: il tutto ad un costo di soli 500 $ ciascuno (un episodio di una Tv tradizionale costa in genere intorno ai 2 milioni, secondo NewTeeVee). I.Channel, a mio parere una delle sperimentazioni più interessanti del panorama web, ha raggiunto numeri notevoli: 40 episodi, 2 stagioni, e un’audience ormai affezionata (più di 8,000 sottoscrizioni al canale YouTube). The Burg, The Guild, We Need Girlfriends, sono altri esempi di contenuti ormai di culto per l’audience web…. ma sono anche una fonte di guadagno per i creatori?
Gli autori di Break a leg hanno una partnership con YouTube, hanno vinto un contest lanciato da Metacafe, e Holiday Inn Express ha acquistato un pre-roll ad su alcune delle loro puntate; ciononostante hanno guadagnato 2,500 $ in due anni. The Burg ha ricevuto la sponsorizzazione di Motorola per 9 episodi, sufficienti solo a coprire i costi di produzione (per altro pagando gli attori un prezzo fisso); una volta pagate e spese non sono stati in grado di produrre altri episodi. Il guadagno per loro, dall’ideazione alla messa online, è stato di 500 $ a testa. Oggi sono alla ricerca di un nuovo sponsor: il goal è raggiungere le 200,000 views…. (a tutti i bloggers: passate parola!)
Qual è il problema? Il vero nodo sta nell’assenza di certezza per gli investitori. Il modello di business della net tv, l’ho detto più volte in questo blog (sto diventando noisosa?!), è la pubblicità: che siano sponsorizzazioni, pre o post roll, adv contestuale, gli utenti non sono disposti a pagare per un contenuto che hanno sempre avuto gratuitamente. Gli inserzionisti però non sono ancora arrivati a considerare il web, e in particolare le webserie, come una voce sicura per il loro media-planning: secondo l’autore dell’articolo “Since a show like Break a Leg can be watched on MySpace, YouTube, Breakaleg.tv, etc., ideally an advertiser would buy ads to show on all sites. But since sites use different metrics to measure viewing, there are no ad-pricing guidelines. And big advertisers are holding onto their pocketbooks and waiting”.
E così, in attesa che le views diventino un parametro affidabile e interoperabile, la cosa migliore che possa capitare ad una webserie è di finire in Tv: gli autori di LonelyGirl15 hanno firmato un accordo con CBS; Funnyordie.com ha chiuso un accordo con HBO per produrre 10 blocchi da mezz’ora, la ABC sta promuovendo “In the matherhood“.
Mentre continuiamo a leggere più che rosee proiezioni sul futuro del video online (uno studio di ABI research parla addirittura di 1 miliardo di utenti), i segnali continuano ad essere contrastanti: il web riuscirà a trasfomarsi in un medium a tutti gli effetti, capace di autonomia anche dal punto finanziario? O sarà piuttosto un mercato di contenuti a basso costo per la vechia TV? James L. McQuivey, Vice President e analista alla Forrester Research, si chiede: “Will this new visual language morph back into the established language of television? What is the long-term role of these short-form shows?”. Me lo chiedo anch’io… intanto mi godo i miei show preferiti… rigorosamente online!

Entry filed under: net tv, web-serie. Tags: , , , , , , , , .

The Voter Vlog Project radiohead: stra-ordinari, come sempre.

3 commenti Add your own

  • 1. ancos  |  luglio 14, 2008 alle 11:54 am

    Ti segnalo Dr. Horrible: http://www.drhorrible.com/
    E’ una produzione professionale, realizzata praticamente gratis sfruttando amicizie e contatti.
    La pagina Master Plan spiega le origini del progetto e come contano di far soldi: con la vendita del DVD.
    L’idea è che pure se il film è disponibile gratuitamente – e sarà reperibile sui circuiti p2p – un appassionato vorrà comunque averlo in alta qualità e condito da contenuti speciali.

    E’ un modello di business che può funzionare.

    La prima stagione della serie tv Battlestar Galactica è andata in onda prima in UK e poi in USA. All’epoca è stato lo show più scaricato della storia. Nonostante il pubblico potenziale USA avesse già l’intesa serie su hard disk, i passaggi televisivi hanno avuto indici di ascolto altissimi e poi i DVD – privi di contenuti speciali rilevanti – hanno venduto come il pane.

    Molte serie, soprattutto di fantascienza: vedi Heroes, hanno mini webseries associate che presentano nuovi personaggi o fanno da raccordo tra una stagione e l’altra.

    Anche qui, i soldi si recuperano con le vendite di DVD.

    Per una produzione amatoriale il discorso è completamente diverso. Sponsorizzazioni e product placement possono essere una strada percorribile, ma ovviamente bisogna godere già di una certa fama. L’advertising fatto sul sito e non all’interno del filmato non è una strada percorribile. Anche perché è possibile linkare direttamente l’url del player e non vedere proprio il sito.

    Se esistesse un equivalente di cafepress.com o lulu.com per la produzione di DVD, la cosa si farebbe molto interessante.
    Molto spesso i fan non acquistano un DVD per avere gli episodi, ma per mostrare il loro supporto alla serie. Una meccanica spiegata piuttosto bene su lovemarks.com.

    Rispondi
  • 2. Salvatore Ditaranto  |  luglio 15, 2008 alle 10:39 am

    Sono stato alla presentazione di “L’ospite perfetto”… la serie per il cellullare, il web e la tv (come hanno sottolineato i produttori). Non si è fatto cenno alla pubblicità ma a quanto pare sarà distribuita sul cellullare agli utenti che sottoscriveranno un abbonamento. Nulla di innovativo… e non riesco nemmeno a capire se le persone pagheranno per vedere i 30 episodi della durata di 3 minuti. Ma su una cosa credo si possa ragionare… non hanno parlato nè di product placement e nemmeno di sponsorizzazzione…

    Rispondi
  • 3. ilarianicosia  |  luglio 15, 2008 alle 11:03 am

    Quello che mi chiedo è: le web-serie, e la tv online in generale, possono essere un contenuto che si auto-sostiene? Se la risposta è no, il passaggio alla tv è obbligatorio e il web diventa una delle piattaforme di distribuzione possibili. Se la risposta è sì, allora mi chiedo quali siano i modelli: dvd, come dice ancos, significa comunque un supporto non web; vendita del contenuto al pubblico, ma anch’io non so quanti utenti siano disposti a pagare; la pubblicità non sembra molto considerata, anche se è il modello che ha trainato la tv comerciale, dunque in teoria una strada più battuta, salvo dover ripensare i valori su cui si basa la venidta degli spazi… si accettano illuminazioni e segnalazioni, nel frattempo credo sarà molto interessante il seminario che si svolgerà domani al sole24ore sulla misurabilità degli investimenti nei media digitali.

    Rispondi

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

Trackback this post  |  Subscribe to the comments via RSS Feed


Categorie

Feeds

il pubblico editore


%d blogger cliccano Mi Piace per questo: