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Takehollywood, il social network “esclusivo”

Anche hollywood entra in rete e lancia takehollywood, un social network per attori, registi, sceneggiatori che possono postare qui il proprio portfolio, relazionarsi con i colleghi, partecipare ai contest.

La partecipazione è definita “esclusiva”, cioè solo su invito (dopotutto siamo a hollywood!), o previo screening del candidato da parte del team editoriale; il risultato è una community “pregiata”, che ambisce a diventare il luogo per produttori e talent scouts.

Accanto al social network la takehollywood academy propone un archivio di interviste a personaggi celebri del jet set (Sophia Loren, Lauren Bacall, Wright Penn tra gli altri), con consigli, esercizi e lezioni pratiche sullo show biz.


1 comment Luglio 15, 2008

UGC, social Network e ROI

Riprendo il commento di sciatto al post precedente per affrontare un tema “caldo” per il futuro: le aziende stanno iniziando a capire che la pubblicità è cambiata e che user generated contents e social network sites possono essere preziosissimi alleati per incrementare la propria brand equity. Un recente studio di eMarketer recita: “Since many of the growing numbers of Internet users creating social media are also consuming it, this is a content chain that feeds on itself”; l’utente genera il contenuto, lo fruisce e, in più, aiuta a farlo circolare attraverso i suoi contatti, in un circolo virtuoso che valorizza il contenuto anche dal punto di vista economico. Nello stesso studio infatti si ipotizza una crescita delle revenue da pubblicità sui contenuti generati dagli utenti, in grado di raggiungere gli 824 milioni di dollari nel 2012.
Il punto è: cosa guadagna l’utente che genera il contenuto? Come può avvenire un’equa e trasparente ridistribuzione dei ricavi?
I modelli esistono, tra tentativi e sperimentazioni: google adsense, che mette in contatto produttore del contenuto ed inserzionista senza che i due debbano neanche sapere della reciproca esistenza; current tv, lulu.com, qoob, sono altri esempi di condivisione del valore generato grazie agli utenti produttori.
Non dimentichiamo, infatti, che gli utenti sono persone, e come tali irrazionali. Potrebbero, un giorno, decidere di non generare contenuti, facendo saltare le rosee previsioni dei pubblicitari….dopo lo sciopero degli scrittori americani, ci aspetta forse uno sciopero degli utenti-produttori?


1 comment Aprile 21, 2008


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