E’ online il nuovo sito di Moltomedia, il laboratorio creativo virtuale per lo sviluppo di progetti multimediali innovativi. Arricchito da un flusso video in streaming su Mogulus, e da canali Youtube, Flickr, Facebook, Twitter, MySpace, Anobii e chi più ne ha più ne metta, è un vero media center aperto alla partecipazione dal basso. La mission di moltomedia è quella di raccogliere le idee dei creativi della rete e sottoporle a Mediaset, che deciderà se e quali produrre.
Il meccanismo è quello del talent scout, sempre più chiaramente la professione chiave del web: soggetti come Mediaset, la cui capacità di investimento non sempre è accompagnata da un prontezza di intuizione e movimento verso i contenuti cross-mediali e ibridi, hanno bisogno di idee fresche, in linea con l’ambiente di rete e con le nuove diete mediali degli individui.
Iniziative come questa, o come il MoreThanZero Festival, versione “fisica” di Moltomedia, servono proprio a mettere in comunicazione il mercato, che ha voglia (e necessità) di svecchiare la propria offerta, e i creativi in cerca di un’occasione.
Dunque, se avete un’idea geniale per una delle aree elencate… fatevi sotto!
- contenuti online destinati al web
- piattaforme e prodotti di gaming
- interattività per nuovi sistemi televisivi digitali
- contenuti e servizi per piattaforme mobile
- applicazioni e contenuti diretti a device digitali offline
- software collaborativi
- applicazioni cross-mediali
Mediaset ha imposto la sospensione del canale YouTube Etabetabetissima, che raccoglieva clip video estratte dalla trasmissione “Amici”. La notizia qui. Concordo con la redazione di SatZone che scrive: “I filmati di Amici su YouTube sono parte integrante del successo della trasmissione: fanno discutere i blog generalisti, consentono a chi si addormenta di rivedere i pezzi mancanti e immortalano nella storia del trash certi momenti irripetibili [....] un filmato che cristallizza un momento della trasmissione non toglie niente alla trasmissione stessa, ma la valorizza. Peraltro ben oltre i suoi effettivi meriti”.
Quello di Mediaset è l’atteggiamento tipico dei vecchi media, vecchi non solo nella tecnologia e nei contenuti, ma soprattutto nella mentalità e nel rapporto con il suo pubblico. Da tempo, infatti, i broadcaster più lungimiranti hanno capito che la rete può essere un’alleata, e che il pubblico, lasciato libero di “fare delle cose” con il contenuto, di smontarlo, ridurlo in pezzi e diffonderne i frammenti, è in grado di moltiplicare i significati e i piaceri che se ne possono trarre. Prendiamo ad esempio La7, che con grande coraggio, ha abilitato i commenti sul proprio channel YouTube, accogliendo le aspre e numerose critiche all’indomani della soppressione della trasmissione di Daniele Luttazzi; o, ancora, la BBC, che pubblica i contenuti andati in onda sul suo channel, consentendo dagli utenti di postare video-commenti. La paura della “contaminazione” dei contenuti da parte del pubblico è infantile e contro-producente, ma temo che alcuni se ne accorgeranno troppo tardi, crogiolandosi in un vantaggio competitivo che non durerà in eterno, perché basato su barriere tecnologiche destinate a crollare con una rapidità inarrestabile.