Faintheart, il film di MySpace

Sarà proiettato il 28 giugno, al Festival del Cinema di Edimburgo, Faintheart, il film prodotto da MySpace e Film4, oggetto del contest MyMovieMashUp. Il film è stato realizzato in maniera collaborativa, usando la piattaforma per scegliere la squadra e costruire tutti i “pezzi” di cui un film si compone: il casting si è svolto online e sono stati gli utenti a selezionare attori e regista e quasi tutta la colonna sonora; anche il plot è stato sviluppato e scritto collettivamente dagli utenti.
In attesa di vedere il film per intero, godiamoci i diari del progetto, dalla produzione, agli attori. MySpace è, infatti, maestra nella produzione di progetti video innovativi, low budget e soprattutto nello sfruttamento del loro valore, attraverso i numerosi spin off e le format extension, quali sono,appunto, i diari legati alla produzione.
Buona visione!

ps: qualcuno sa dirmi perché ho difficoltà ad embeddare video che non provegono da YouTube su WordPress…e soprattutto, qualcuno mi dà un buon motivo per rimanere su WP??

Add comment Giugno 17, 2008

Trunk: la nuova serie di Webserials.com

E’ online una nuova web-serie di alta qualità: si chiama Trunk, è statunitense, girata magnificamente, ottimi gli attori, e personalmente non vedo l’ora di vedere il prossimo episodio. E’una produzione di webserials.com, il laboratorio creativo di registi indipendenti che vogliono sperimentare la serialità sul web, già produttori di “Project X” e “Cataclysmo, battle for earth“.

Enjoy it!

Add comment Giugno 14, 2008

The Girl Effect

Mi rende un po’ perplessa il corto circuito tra la Nike accusata di far cucire i palloni in Pakistan, e la Nike che si impegna in una campagna per l’educazione e l’emancipazione delle giovani donne. Mi sembrava di ricordare una frase del tipo: “Nel 1992 la Nike ha pagato l’impiegato part-time Michael Jordan più di quanto abbia pagato tutte le 30.000 ragazze indonesiane che hanno lavorato in condizioni spaventose per fabbricare le scarpe da ginnastica che portano il marchio della megacorporation statunitense” (No Logo, N. Klien, 2000)

Ma forse sono io che sono diffidente. Suppongo che il commento migliore sia: meglio di niente.

Per saperne di più andate qui, qui, qui. Per iniziare a partecipare qui.

Grazie a Gianluca Marino per la segnalazione.

Add comment Giugno 13, 2008

Arrakis: il potere della rete

Questo è un post che scrivo con un affetto ed un entusiasmo particolari, perché è dedicato ad un evento speciale e, soprattutto, a delle persone che nella loro ordinarietà sono tuttavia straordinarie. Parlo delle vittime del progresso industriale italiano, raccontate in un documentario di tributo che verrà distribuito in maniera nuova e sperimentale.
Un progetto che descriverò usando le parole del suo creatore (perdonami Andrea!), il regista demiurgo che l’ha concepito ed accudito per oltre un anno.

“Il nostro sarà un piccolo e inaspettato evento. Effimero ed irripetibile [...] il germoglio di una nuova forma distributiva di impatto per documentari e video indipendenti che siano davvero meritevoli di ricevere il sostegno dell’azione collettiva”.

Il 12 giugno alcuni blog verranno oscurati per 24 ore per presentare la prima di “Arrakis, documentario poetico”.

Per capire di cosa parlo cliccate sull’immagine in testa al post o gustatevi un assaggio di Arrakis direttamente da qui…ahimé wordpress non consente di essere oscurato, così il mio blog farà solo da “dirottatore”.

Chiudo di nuovo con le parole di Andrea: “Nel nostro piccolo in questo saremo stati i primi. Pionieri con mezzi rudimentali. E se qualcuno tra di voi sa che non è così per favore ce lo dica solo alla fine. Perchè nel frattempo dobbiamo sforzarci di credere nelle nostre illusioni ed usarle per il nostro scopo”

Enjoy it!

1 comment Giugno 12, 2008

MoltoMedia: il talent scout di Mediaset

E’ online il nuovo sito di Moltomedia, il laboratorio creativo virtuale per lo sviluppo di progetti multimediali innovativi. Arricchito da un flusso video in streaming su Mogulus, e da canali Youtube, Flickr, Facebook, Twitter, MySpace, Anobii e chi più ne ha più ne metta, è un vero media center aperto alla partecipazione dal basso. La mission di moltomedia è quella di raccogliere le idee dei creativi della rete e sottoporle a Mediaset, che deciderà se e quali produrre.
Il meccanismo è quello del talent scout, sempre più chiaramente la professione chiave del web: soggetti come Mediaset, la cui capacità di investimento non sempre è accompagnata da un prontezza di intuizione e movimento verso i contenuti cross-mediali e ibridi, hanno bisogno di idee fresche, in linea con l’ambiente di rete e con le nuove diete mediali degli individui.
Iniziative come questa, o come il MoreThanZero Festival, versione “fisica” di Moltomedia, servono proprio a mettere in comunicazione il mercato, che ha voglia (e necessità) di svecchiare la propria offerta, e i creativi in cerca di un’occasione.
Dunque, se avete un’idea geniale per una delle aree elencate… fatevi sotto!
- contenuti online destinati al web
- piattaforme e prodotti di gaming
- interattività per nuovi sistemi televisivi digitali
- contenuti e servizi per piattaforme mobile
- applicazioni e contenuti diretti a device digitali offline
- software collaborativi
- applicazioni cross-mediali

Add comment Giugno 10, 2008

YouTube/23: i tifosi si video-raccontano

YouTube ha lanciato un nuovo channel “verticale”, stavolta dedicato ai tifosi: in vista degli europei 2008 la piattaforma ha lanciato “23 giorni, il diario dei tifosi di youtube“: “il video più bello verrà presentato nella homepage di YouTube nel giorno della finale. Gli spezzoni dei migliori contributi, inoltre, verranno montati insieme fino a creare un video-blog degli Europei 2008″.
Tre le categorie sulle quali lavorare:
- tutto sul calcio: ricrea l’azione migliore del giorno
- tifosi in azione: dai festeggiamenti all’abbigliamento, la descrizione del tifoso
- reporter di calcio: per chi sarà in Svizzera o Austria ad assistere all’evento dal vivo.
Il tifo calcistico, si sa, è una passione che muove e unisce centinaia di migliaia di persone in tutto il mondo, e in Italia è quasi una fede. Ma stavolta Youtube non arriva per primo: da più di un anno TBTV manda in onda sul canale sport dei videofonini La3 Tifosi 2.0, il programma fatto dai tifosi e corredato dal blog “tifografie“. Ogni puntata costruisce un mash up di contributi user generated: dalla curva, da casa o dal pub, i commenti della partita, tele-cronache improvvisate e surreali, imitazioni e tutto ciò che la creatività rende possibile.
Così come l’idea di un film ugc non è completamente nuova, ed è sempre TBTV l’avanguardia italiana, e non solo, di questo nuovo modo di fare cinema, che potremmo definire networked cinema: “Le mie elezioni“, “I miei mondiali”, “Il mio Paese 2.0“, ospiti al Bellaria Film Festival, sono produzioni che risalgono, rispettivamente, al 2006 e al 2008.
Questo mi fa ragionare su quanto la tempistica di un progetto innovativo sia un fattore cruciale per il suo successo e per la sua capacità di spostare in avanti la frontiera dei linguaggi e dei formati: è un peccato arrivare tardi, ma è un rischio anche arrivare troppo presto.
Complimenti a TBTV per aver saputo cogliere l’intuizione.

1 comment Giugno 5, 2008

Che peccato!

Add comment Giugno 4, 2008

No star wars: la resistenza ceca allo scudo spaziale

Gli user generated content sono esplosi anche per i media mainstream, che, finalmente, si sono accorti della potenza della rete per la circolazione delle idee: pubblicità generata dagli utenti, format tv, community sono un business interessante, che in questo blog stiamo cercando di tracciare, esplorare e analizzare.
Ma l’omissione della verità, si sa, a volte è più colpevole della menzogna e ciò che i media non possono pubblicizzare è il potere della rete come medium alternativo, non vincolato ad appartenenze politiche e lobby economiche.
Questo è un video che ricostruisce la vicenda dello scudo spaziale, il programma reaganiano di difesa degli usa, riesumato dall’amministrazione Bush grazie all’appoggio del governo della Repubblica Ceca, nonostante la protesta del popolo e degli altri governi mondiali.
La resistenza ceca, nonostante l’ostruzionismo del governo, continua attraverso la protesta non-violenta: petizioni, boicottaggio dei prodotti usa, manifestazioni.
Questo video ne testimonia lo sforzo, e qui sotto la versione ridotta ne fa una sintesi. Siamo tutti chiamati a prendere posizione: diamo un senso alla rete, usiamola per ciò che davvero conta.

Add comment Giugno 3, 2008

Sevizio pubblico francese: il canone lo pagano le Telco

Mentre nel mondo la televisione, pubblica o privata che sia, continua il suo inarrestabile percorso verso la trasformazione dei modelli, dei contenuti e delle piattaforme, in Italia tutto tace, specie in Rai. Probabilmente sono troppo occupati a seguire le vicende politiche dalle quali dipende, o ad aumentare la raccolta pubblicitaria che affligge lo spettatore nonostante continui a pagare un canone che lo illude di essere ancora il proprietario del servizio pubblico.
Inutile citare il caso BBC: channel su YouTube, profilo su Twitter, BBCiPlayer per rivedere i programmi dell’ultima settimana.
Interessante anche il caso francese, dove più che nella revisione delle modalità di erogazione dei contenuti e dei contenuti stessi, Sarkozy ha deciso di puntare sulla redistribuzione dei costi per mantenerla: i cittadini francesi infatti non vedranno più pubblicità, senza per questo subire un aumento del canone. Secondo il ministro della Cultura potrebbero essere le telco a pagare: “Lo scenario che mi sembra più interessante è quello di un’imposta per emittenti private e telcos [...] il fatturato dell’operatore Orange è enorme, intorno ai 50 miliardi di euro, oltre ad avere un Ebitda considerevole”.
La cosa che stupisce, per me, italiana abituata a vedere i grandi capitani d’industria offrire banchetti pantagruelici, ma non a metter mano al portafoglio se si tratta di investimenti per la cultura e per i cittadini, è la risposta degli interessati: già da tempo le telco hanno dato la disponibilità a contribuire al sostegno della tv pubblica; dopo aver accettato il Cosip, conto di sostegno all’industria audiovisiva, Frank Esser, presidente della Federazione Francese delle Telecom (FFT), ha dichiarato: “Siamo pronti a fare ancora di più, in modo giusto e non discriminatorio, con un contributo sulle entrate pubblicitarie provenienti dai nostri portali internet che, anche se ancora modesti, cresceranno col tempo grazie all’aumentata audience dei siti degli operatori mobili e Isp”.
L’aumentata audience sul web, giusto; perchè tassare un’industria emergente, chide l’Asic, l’associazione che raggruppa le industrie del settore (tra cui Microsoft, Dailymotion, Google): “una tassazione di Internet, quale che sia il suo perimetro, per finanziare la televiosne, rivela una visione che guarda al passato: tassare la marina a vapore per finanziare la marina a vela”. Vero, ma sarebbe interessante forse scoprire che la tv si può fare con meno soldi, e che, magari, i tempi son maturi per traghettare le audiences ancora poco abituate alla net tv, verso forme di fruizione multi-piattaforma: se le telco contribuissero a mantenerla, chissà che la tv pubblica non riceva una ventata di freschezza, imparando termini come social network, net tv, mobisodes…

In Italia lo spettatore televisivo non sembra troppo felice del suo rapporto con il servizio pubblico… Nicolò Gianelli lo descrive così:

1 comment Maggio 28, 2008

Videomarta cerca una nuova Marta

Informazione di servizio: dopo il grande successo del blog VideoMarta (oggi anche un articolo sul Corriere della Sera), il suo staff ha deciso di aprire i casting per un nuovo progetto:

E c’è qualcuno che ha già inviato al sua candidatura:

E, di nuovo, grazie al Signorquindici, che rallegra le mie giornate con una pioggia di link!

Add comment Maggio 27, 2008

Next Posts Previous Posts


Categorie

Link

I feed

Tag

il pubblico editore