“Millennials” Goals

Maggio 23, 2008

Motorola ha pubblicato uno studio sulle abitudini di fruizione dei “millennials” ovvero la generazione 16-27, nata e cresciuta nell’epoca dell’abbondanza mediale e target cruciale per interessi e crescente potere d’acquisto.
Lo studio si è focalizzato su due aspetti: l’uso e il consumo di rich media, e l’influenza che il target ha sull’acquisto e la fruizione di tecnologie e contenuti, confermando, per l’ennesima volta, lo spostamento del consumo verso l’on demand e il multipiattaforma.

In breve i risultati:

Decisioni di acquisto:

il 71% influenza le decisioni di acquisto della famiglia per quanto riguarda l’abbonamento alla pay tv o l’attivazione di una linea adsl; interessante il fatto che l’influenza si eserciti anche da parte di figli che non vivono più con i genitori.
il 70% pensa che le proprie aspettative circa i rich media siano nettamente maggiori rispetto a quelle dei genitori, confermando l’esistenza di un gap generazionale che ruota tutto intorno ai media.

Abitudini di fruizione:
l’85% possiede un abbonamento alla cable tv o al satellite, mentre il 42% afferma di desiderarne uno.
l’83% è interessato alla possibilità di scaricare i programmi Tv e vederli su un dispositivo mobile.

La ricerca sottolinea qualcosa che è ormai chiaro e palese, ma le evidenze empiriche (per quanto basate su un campione di soli 1000 intervistati) servono a rassicurare il mercato e ad aiutarlo ad investire con più coraggio in contenuti cross-mediali e piattaforme di fruizione innovative. Confrontando infatti il quadro descritto da questo studio con i dati emersi dalla ricerca commissionata da Tiscali “Il futuro della televisione in Italia”, appare chiaro che il nostro Paese si trova in uno stato di arretratezza inquietante, e che i nostri grandi player, Rai, Mediaset e La7, continuano ad essere troppo timidi, pagando con l’abbandono dei giovani e la permanenza di una platea di spettatori ultra 50enni, poco prelibati per gli inserzionisti. Il rischio è quello di avere un Paese a due velocità: i paleo-spettatori, legati ancora alla vecchia tv analogica, che vivranno lo switch-off come un trauma, e i neo-spettatori, in cerca di esperienze mediali tecnologicamente avanzate ed integrate.

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3 Comments Add your own

  • 1. Salvatore Ditaranto  |  Maggio 24, 2008 at 4:37 pm

    A proposito di ricerche… hai letto l’ultima di Accenture “Television in Transition”? Molto… interessante!

    Replica
  • 2. ovviamentelucio  |  Giugno 26, 2008 at 1:10 pm

    Caro G, ottimo pezzo sui millennials. Io credo che sia una definizione presa dai manuali di marketing strategico più che la rappresentazione di un fenomeno sociale…Poi in Italia come la vedi?
    Ciao a presto

    Replica
  • 3. ilarianicosia  |  Giugno 26, 2008 at 3:27 pm

    Ciao Lucio…ehm, non ho ben capito chi sia G, né se il commento sia rivolto questo blog. Ne approfitto comunque per tornare su questo post e su questo tema.
    E’ chiaramente una definizione da manuale di marketing, un manuale che però stiamo scrivendo mano a mano che innovazione, ricerca e pratiche sociali fanno emergere temi e comportamenti che ci sembrano rilevanti.
    Per quanto riguarda l’Italia, credo che non ci siano grosse differenze, nonostante l’arretratezza infrastrutturale e culturale che indubbiamete ci caratterizza; e anzi, l’Italia è forse uno dei mercati in cui paytv e telefonino hanno una diffusione piuttosto consistente tra i giovani e giovanissimi.
    Credo quindi che lo studio sia interessante e da tenere a mente per le strategie mediali future.

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